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Una splendida giornata d’inverno. Una di quelle splendide giornate che Genova sa regalare quando la tramontana spazza ogni traccia di umidità o foschia e la vista spazia sopra il mare fino alla Corsica e oltre le colline che circondano la città fino alle cime alpine innevate. Nicoletta dalla finestra della sua casa, al piano nobile di una villa sulle alture del Castelletto, guardava lo splendido panorama ripensando, rivivendo le storie di commerci e di naviganti che il padre raccontava a lei ed al fratello Antonio arricchendole di mille fantasie per farli addormentare di sera. Così evadeva dal chiuso della sua vita quotidiana, gustando la preziosa libertà di viaggiare col pensiero. Dal piano terreno si poteva uscire su una terrazza dove erano state sistemate alcune rigogliose piante di limone dalle foglie di un verde intenso su cui spiccavano grossi frutti maturi. Attorno alcuni cespugli di rosmarino, salvia, lavanda facevano da sfondo ad una splendida mimosa in piena fioritura, resa ancor più evidente dal riverbero dei raggi del sole sulle mille  infiorescenze gialle. Emanavano una fragranza dolciastra, arricchita da sapori che giungevano da lontano,  dai paesi orientali che inviavano spezie profumate scaricate e custodite nel porto e diffuse dal vento fino alla terrazza. Allora il porto di Genova era un porto ricco non solo di traffici, ma di fragranze, di mille storie che trapelavano da ogni nave, raccontate da abili marinai nelle osterie di Sottoripa. Storie e fantasie, realtà e illusioni.  Storie di ricchezze e di miserie, di amori appassionati con principesse orientali in realtà mercenari rapporti con  donne che vivevano delle grazie dei loro corpi affittati a marinai legati soltanto al loro matrimonio col mare.